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mercoledì, 08 aprile 2009
Fondamentalmente io vivo di ricordi. Di flash, per quelli molto lontani. E ho immagini d'estate. Immagini della campagna abruzzese, di una casa meravigliosa. Ho immagini delle fontane de L'Aquila, dell'acqua che scorreva e io che mi protendevo per bere, per annegare, per vivere. Stradine deserte, io ricordo. Ripercorse poche altre volte perché d'estate Pescara non è più la casa al mare e d'inverno non siamo più noi a spostarci, ma loro, quelle persone svegliate nel cuore della notte da sassi che piovevano dal cielo. Quelle persone indenni. E, forse, un po' vuote. Quelle persone che il terremoto l'hanno sentito per tre mesi, ma nessuno ha fatto nulla. Ora si raccoglie sangue e si mandano messaggini. E la free press londinese descrive la tragedia nei dettagli.
E l'Italia cade sempre più a pezzi.
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