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giovedì, 27 marzo 2008
Una telefonata. Una corsa per le scale. L'aria fredda attraverso una felpa a righe verdi. Un corpo accasciato su di me. Scale e scale. Musica a coprire lamenti.
Io me ne frego. A volte è dura. Ma io me ne frego.
"Everybody hurts". Un letto. Un cuscino tra le braccia. Occhi nel vuoto.
Io me ne frego. E fa male. Ma io me ne frego.
Un lampo nella memoria. Due occhi di un azzurro da perdercisi.
Dovrei azzerare il cervello. Tutto da capo.
venerdì, 07 marzo 2008
Mamma (dopo aver direttamente causato un attacco di cervicale di tredici ore alla sottoscritta), mi guarda mentre ho una sciarpa annodata intorno alla testa:
"Ogni cosa che ti metti, cazzo, ti sta bene. Cazzo."
E se ne va. Io sono tuttora basita.
sabato, 01 marzo 2008
Il fatto è che, dopo una vita passata a sentirsi ripetere che si è forti, arriva il momento in cui tutto si infrange. Rimane solo l'acqua della doccia, che cade su un corpo accasciato per terra. Per minuti interminabili. E, improvvisamente, di nuovo, si è deboli.
Solo... Solo. Nulla di più.
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