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sabato, 04 luglio 2009
Sembra di essere in un film. Tutto al dannatissimo ultimo momento.
Ballando su di un pavimento di mattoni sconnessi, fino a che si viene spinti fuori. E guardare l'alba da una finestra alle quattro e qualcosa del mattino. E inspirare per ore senza stancarsi.
Un'ora e mezza di sonno e pile cariche. All'ultimo momento. Ridere per non piangere.
venerdì, 03 luglio 2009
Albeggiava. Occhi spalancati all'improvviso. Ed era sbagliato. Troppo tardi. Era sbagliato. Non mi riconosco nel riflesso dello specchio, oggi. Così sbagliato.
lunedì, 08 giugno 2009
Keep smiling. Dall'altro capo. In attesa.
sabato, 30 maggio 2009
È quell'ancora a dilaniare. Sto soffocando? Non me ne rendo conto, ma è plausibile. È probabile. Fammi respirare. Fatemi respirare. Ancora.
venerdì, 29 maggio 2009
"Guarda che bello la scritta su quella panchina! To Charlotte Bryer... Forever Young. Anche a me piacerebbe un epitaffio così!"
"Ma... tu... sei vecchia fin da giovane"
Touché.
martedì, 26 maggio 2009
Fa sorridere. E sentire di esserci. Per poco. Ma esserci. E valere.
sabato, 23 maggio 2009
Il sole splende su Hampstead Heath. Prati verdi da bruciarsi gli occhi e Londra ai propri piedi. Il sole splende anche su di me, oggi.
Sentirsi il calore dentro, nelle vene, nell'anima, specchiandosi in occhi blu e respirando un profumo.
Even if it's going to be over. Soon.
mercoledì, 08 aprile 2009
Fondamentalmente io vivo di ricordi. Di flash, per quelli molto lontani. E ho immagini d'estate. Immagini della campagna abruzzese, di una casa meravigliosa. Ho immagini delle fontane de L'Aquila, dell'acqua che scorreva e io che mi protendevo per bere, per annegare, per vivere. Stradine deserte, io ricordo. Ripercorse poche altre volte perché d'estate Pescara non è più la casa al mare e d'inverno non siamo più noi a spostarci, ma loro, quelle persone svegliate nel cuore della notte da sassi che piovevano dal cielo. Quelle persone indenni. E, forse, un po' vuote. Quelle persone che il terremoto l'hanno sentito per tre mesi, ma nessuno ha fatto nulla. Ora si raccoglie sangue e si mandano messaggini. E la free press londinese descrive la tragedia nei dettagli.
E l'Italia cade sempre più a pezzi.
lunedì, 23 marzo 2009
Tre settimane.
Per camminare. Per la musica. Per pagine di libri. Per dormire. Per fare l'amore. Per baciare e poi ridere a crepapelle. Per scoprire che da una vita si conoscono persone tanto simili a sé, nella loro storia. E sentirsi capiti, finalmente. Per conoscere persone nuove, molte meravigliose. Per non sentirsi più turista. Per prendere il sole in canottiera a metà marzo. Per una felpa leggera nel cuore della notte. Per cantare nuove canzoni per strada nella lingua più dolce del mondo. Per avere un amico che inchioda di notte sulla superstrada, scende e ti obbliga a guidare la sua BMW. Per ubriacarsi fino a dimenticare se stessi, la propria esistenza. E la propria vita, anche. Per ballare fino alle prime luci dell'alba con le gambe in fiamme che chiedono miseramente pietà. Per non dare spiegazioni. Mai. A nessuno. Per tornare all'alba a casa su una SLK, senza sapere bene il perché. Per non tornare a casa. Per sentirsi a casa. Per ritrovare Amici. Per ricostruirsi passo passo. Ma non abbastanza. Per sentirsi mancare le piccole cose, ma ottenere le più grandi. Per sentirsi liberi. Per sentirsi fottutamente liberi. E nuovi.
Tre settimane. In un alito di nicotina.
Domani (cioè oggi) torno a macerare. A marcire. Fra quattro pareti rosse.
giovedì, 19 marzo 2009
C'era la luna. Una falce. A guardare sopra un reticolo di strade deserte, poco prima dell'alba.
C'era la luna, flebile, a illuminare canti e balli in mezzo alla strada. A illuminare discoteche piene d'alcol. I nostri corpi pieni d'alcol.
C'era la luna a proteggere saluti, abbracci e baci sinceri. Baci d'amici. Baci per togliere una maledizione dura a morire. Baci per sentirsi. Esistere.
Adesso mi nascondo dal sole. Al buio. Solo un monitor.
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